Le case dei fantasmi

Le case dei fantasmi
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lunedì 31 agosto 2015

Borley Rectory


Quando si parla di luoghi infestati da fantasmi e poltergeist, uno dei primi a essere citati è certamente la Canonica di Borley, in Inghilterra.
Fu indagata dal celebre “cacciatore di fantasmi” Harry Price e si diceva succedessero fenomeni di ogni tipo. Ma è proprio questa la verità?
Il Borley Rectory fu innalzato nel 1863 a opera del reverendo H.D. Ellis Bull: lui e i suoi discendenti vi abitarono fino al 1927 prima di lasciare la grande canonica, formata da ben 11 camere da letto, al reverendo Guy Smith. Il nuovo proprietario abitò la dimora insieme a sua moglie per meno di un anno e pare che già in quel periodo il Borley Rectory fosse ritenuto infestato dagli spiriti. Il primo studioso a occuparsi della grande casa fu Harry Price, un famoso ricercatore di parapsicologia in quel periodo. Le sue ricerche però si interruppero quando il reverendo Smith e sua moglie decisero di trasferirsi altrove.
Il proprietario successivo fu un altro reverendo, l'anziano Lionel Foyster: andò ad abitarvi insieme a Marianne, la sua giovane moglie, intorno al 1930. Le prime documentazioni scritte che si hanno dei fenomeni paranormali che avvenivano all'interno del Borley Rectory si devono proprio a lui perché aveva l'abitudine di annotare minuziosamente nel suo diario tutti i fatti più strani. Tra questi c'erano manifestazioni di ogni tipo: libri e grandi massi che volavano per casa, campanelli che suonavano autonomamente, getti d'acqua e rumori improvvisi, oggetti spariti e riapparsi a distanza di tempo e così via. Stanco di quanto stava accadendo pare che il reverendo abbia persino tentato un esorcismo rimasto senza esiti. Tra gli eventi più eclatanti, l'avvistamento da parte di sua moglie di una grande figura scura dall'aspetto simile a quella di un pipistrello gigantesco e, con il trascorrere del tempo, la comparsa di strane scritte sui muri imploranti preghiere, aiuto e messe. Tutto ciò fece fuggire anche i Foyster ma la casa non rimase disabitata a lungo.
Nel 1937 Harry Price ebbe la possibilità di compiere indagini più approfondite. Lo studioso, in particolare, decise di farvi risiedere a turno 48 investigatori per cercare di vederci chiaro. Lo stesso, infatti, era stato informato in merito a un'antica leggenda risalente al periodo della costruzione del Borley Rectory. Pare che fosse stato realizzato, infatti, sui resti di un antico monastero all'interno del quale viveva anche una monaca invaghitasi di un giovane cocchiere del posto. Pare che il giovane ricambiasse i suoi sentimenti e con l'aiuto di un frate sembra che i due avessero deciso di scappare. La notte stabilita pare che il frate li abbia fatti salire su una carrozza improvvisamente bloccata da qualcuno che aveva scoperto tutto e dato l'allarme. Secondo la leggenda il giovane cocchiere e il frate furono brutalmente assassinati dopo un processo sommario e si racconta che la suora sia stata murata viva all'interno del monastero. Lo studioso Harry Price, inoltre, pare avrebbe raccolto anche numerose testimonianze di persone che avrebbero affermato di aver visto il fantasma della suora percorrere con la testa china un viottolo posto al limitare del bosco retrostante il Borley Rectory appena dopo il tramonto. La leggenda e i racconti spingono lo studioso a ricorrere a una medium che, attraverso una serie di sedute, riesce a mettersi in contatto con lo spirito di Maria Lairre, una monaca francese vissuta nel XVII secolo.
Le indagini di Price si interrompono nuovamente in seguito all'acquisto del Borley Rectory da parte del capitano W.E Gregson e nel 1939 un incendio doloso rade al suolo la struttura. Trascorsero degli anni ma Harry Price non dimenticò la storia della monaca e quella del Borley Rectory: nel 1943 ebbe il permesso di avviare degli scavi in zona. I suoi collaboratori riuscirono a riportare alla luce i resti di un osso parietale e una mandibola con 5 denti ancora ben conservati. Dalle analisi condotte emerse che quei resti erano appartenuti a una giovane donna; forse la monaca della leggenda. Da studi approfonditi condotti nel 1938, però, emerse che il Borley Rectory non era stato costruito sui resti di un monastero ma sul terreno all'interno del quale erano state sepolte le vittime di un'epidemia di peste avvenuta nel XVII secolo ipotesi avvalorata dal ritrovamento di altre ossa umane.
fonte-->http://www.visitbritain.com/…/He…/Top-10-most-haunted-places
http://fantasmiinfuga.blogspot.it/…/poltergeist-la-storia-d…
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venerdì 31 luglio 2015

British Museum



Il famosissimo museo di Londra è forse il più grande e importante museo di storia del mondo. Fu fondato da Sir Hans Sloane nel 1753 e fra ampliamenti e ricostruzioni oggi vanta più di 30 milioni di oggetti.Si trova in Great Russel Street e l’ingresso è gratuito.
Al British Museum è strettamente legata la storia di Dorothy Louise Eady, la donna che a seguito di un’esperienza post mortem all’età di due anni, avrebbe recuperato i ricordi della sua vita precedente, nella quale ricopriva il ruolo di amante del faraone Sety.
La sua conoscenza meticolosa di storia, usi e costumi egizi la porterà a godere di fama e rispetto presso gli ambienti accademici, facendo di lei una delle più illustri egittologhe del 900.

La metropolitana di Londra









La rete ferroviaria di Londra è la più estesa del d’Europa e la più antica del mondo. È anche un luogo da brivido, dove vi auguriamo di non trovarvi mai a passare la notte. È attestato che nel corso degli anni, per la sua costruzione e il suo ampliamento, si stato necessario scavare in profondità, andando così a smantellare le fosse comuni dove erano sepolti tutti i morti a causa della peste del diciassettesimo secolo.
A detta dei londinesi e degli impiegati della transport for London, l’agenzia che ha in cura la manutenzione della rete ferroviaria, ogni stazione ferroviaria ha un proprio ospite indesiderato. I fantasmi più celebri della “underground” londinese sono:

Stazione di Beacontree. Il fantasma di una donna dai lunghi capelli biondi ma privo di faccia sarebbe stato avvistato da impiegati e passeggeri più volte.
King William Tunnel. Una strana figura è stata fotografata in un tunnel dove non c’era nessuno. Si pensa che quella zona sia infestata dallo spirito di un uomo morto in una rissa.
Liverpool street station. Le urla di Rebecca Griffith, una donna morta nell’ospedale psichiatrico dove ora sorge la stazione, riecheggiano ancora a distanza di due secoli.
Central line, Bank station. Uno dei fantasmi che annovera più apparizioni nel corso degli anni: la suora nera, al secolo Sarah Whitehead è lo spirito di una donna che attende ancora l’arrivo di suo fratello, giustiziato all’uscita da lavoro.
Stazione di Farringdon. Le urla angoscianti di una bambina sono udite dai viaggiatori in stazione. Si tratterebbe Anne Naylor, una giovane ragazza di 13 che in quella stessa stazione è stata uccisa dal suo datore di lavoro.
Jubilee line. Il fantasma di un monaco è stato avvistato mentre attraversava i binari.
Covent garden station. In questa stazione è stato più e più volte avvistato lo spirito di William Terris, un attore teatrale molto in voga sul finire dell’ottocento, accoltellato da un rivale mentre uscendo da teatro si era soffermato ad acquistare il pane presso un fornaio dove ora sorge la stazione.
Stazione di Aldwich. La stazione ora è abbandonata, ma molti testimoni affermano di aver visto il fantasma di un’attrice morta suicida.
Stazione del British Museum. Anche questa è oggi abbandonata, tuttavia è forse la più celebre a causa del fantasma di una mummia egizia avvistato innumerevoli volte fra i tunnel.

FONTE-->http://enightmare.it/londra
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Il cimitero di Highgate











Il cimitero gotico di Highgate è situato nel quartiere di Highgate e può essere considerata una fra le opere Vittoriane più interessanti e affascinanti di Londra. L’intento del suo architetto, Stephen Geary, era quello di creare un’area isolata e silenziosa, distaccata dall’ambiente urbano londinese, che garantisse perpetuo riposo ai defunti sepolti.
Il risultato è artisticamente notevole: un parco ricco di suggestioni, adornato da alberi secolari e da una vegetazione ricchissima, in cui trovano spazio tombe, cappelle ed edifici in stile gotico. Fin dal suo ingresso dalla porta principale a nord di Oakshott Avenue, il visitatore si ritroverà calato in un’atmosfera vergine e spettrale, ricca di suggestioni.
Immaginate di inoltrarvi in un fitto bosco, fra sentieri sterrati in cui è facile perdersi e provate a scorgere le austere pietre tombali e gli edifici funebri in stile gotico che emergono fra le fronde: questo è highgate, uno straordinario connubio fra arte gotica e natura.
Il cimitero è suddiviso in due zone: l’ala est e l’ala ovest, ma solo la prima svolge ancora la funziona per cui è stato ideato. La tomba che da sempre attira l’interesse dei visitatori è certamente quella di Karl Marx ubicata nella zona est.
Sul cimitero di Highgate circolano tantissime leggende, la più popolare è con probabilità quella del vampiro del cimitero.
La leggenda ha origine nella Londra del 1862, quando l’esumazione del corpo di Elizabeth Siddall, morta 7 anni prima, portò alla luce dei resti perfettamente integri, come se la donna stesse ancora dormendo. Nei giornali si parlò molto del fatto ma tutto si spense in una bolla di sapone, fin quando 100 anni dopo, due ragazze di passaggio da Swain’s Lane raccontarono di aver visto alcuni corpi uscire dalle proprie bare. Da allora gli avvistamenti di fantasmi e del presunto vampiro, una figura alta vestita di grigio, si sono susseguiti fino agli anni novanta, divenendo un vero e proprio mito capace di coinvolgere i mass media in una gara alla notizia più spaventosa.
Sean Manchester, l’occultista che più si è interessato al caso del vampiro, ha più volte trascorso la notte al cimitero armato di piccone e paletto come un perfetto Van Helsing e giura di essersi più volte trovato faccia a faccia con gli ipnotici occhi del vampiro.
Fantasmi e vampiri a parte, una visita al cimitero di Highgate, per chi va a Londra è consigliata soprattutto per la bellezza del luogo.

London Tower


C’è un luogo a Londra dove le anime di molti nobili e un gruppo di corvi sono tenuti prigionieri, senza possibilità di fuga. Se sulla presenza dei fantasmi non mettiamo la mano sul fuoco, garantiamo però per quanto concerne i sinistri volatili. Secondo la tradizione, il giorno in cui spariranno i corvi dalla tower of London, la monarchia cadrà.
La torre di Londra è un antichissimo edificio risalente all’anno 1000, fortemente voluto da Guglielmo il conquistatore. Benché la si identifichi come “torre”, si tratta in realtà di un complesso molto vasto formato da 21 torri differenti e vari edifici che nel corso degli anni sono serviti come residenza reale, fortezza, prigione e perfino zoo.
Tuttavia se le pareti di questo luogo potessero raccontarvi la loro storia, probabilmente essa sarebbe tra le più infelici di tutta l’Inghilterra: la torre è stata sede di atrocità e tortura, rinomata per i marchingegni diabolici messi a punto al suo interno, primi fra tutti la cicogna e la ruota. Nei mille anni dalla sua costruzione ai giorni nostri, sono stati brutalmente uccisi nobili, uomini dal credo religioso “sbagliato” o oppositori della corona.
L’intero complesso fa ancora bella mostra di se sul confine fra borgo Tower Hamlets e Tower Hill. È aperto ai turisti tutti i giorni dell’anno dalla mattina al pomeriggio al prezzo di 17 sterline. Oltre a tanti segreti e dolorosi ricordi, la torre custodisce i gioielli della corona.
Gli spazi dall’aurea più sinistra sono:

La torre bianca, costruita da Guglielmo il conquistatore nel 1078, utilizzata nel corso degli anni come forte, luogo di tortura e prigione. È la torre più antica del complesso. Nel 1255, in un clima di crescente anti-semitismo, un numero imprecisato di ebrei venne imprigionato ed ucciso. Ubicato nei suoi sotterranei, c’è “little Ease”, un carcere disumano caratterizzato da cellette minuscole dove i prigionieri erano condannati a rimanere perennemente eretti senza potersi piegare o muovere. Nel 1600, alcuni scavi hanno portato alla luce due piccoli scheletri che qualcuno ritiene essere quelli dei principi/bambini Edoardo V e Riccardo duca di York, eredi al trono inglese e misteriosamente scomparsi fra le mura della bloody tower.
La bloody tower, eretta da re Enrico VIII per ragioni di politica difensiva, è un altro edificio che si è guadagnato il suo sinistro soprannome nel corso dei secoli a causa delle barbarie perpetratesi nelle sue anguste celle.
La porta dei traditori, dalla quale passavano tutti i prigionieri destinati alla morte.La lista dei morti nella London tower è così lunga che ci vorrebbero ore per stilarla tutta e probabilmente sarebbe comunque incompleta, tante sono le storie di quei personaggi ormai persi nella notte dei tempi.

La maggior parte dei prigionieri veniva impiccata o decapitata nella collina adiacente alla torre, la Tower Hill, sotto gli occhi del pubblico ludibrio. Fra i prigionieri giustiziati compaiono i nomi di William Wallace, Tommaso Moro, Thomas Seymour , Thomas Cromwell e Guy Fawkes, impiccato, squartato e decapitato.
I più celebri e sfortunati invece erano decapitati al suo interno. Ecco i loro nomi:

William Hasting, oppositore di Re Edoardo IV.
Anna Bolena, moglie di Enrico VIII da lui stesso fatta giustiziare. La donna fu vittima di una congiura che contribuì a metterla in cattiva luce alla vista del re che finì per accusarla di adulterio e stregoneria. Insieme a lei vennero giustiziate altre 5 persone implicate nell’affare.
Margaret Pole, contessa di Salisbury. Enrico VIII la fece giustiziare per sospetto tradimento. Dalle cronache emerge che la sua morte fu straziante: ultrasessantenne, venne trascinata a terra dalla sua cella fino al patibolo, dove un boia improvvisato per l’occasione fallì più volte l’esecuzione ferendola gravemente con undici colpi prima di riuscire ad assestare quello fatale.
Catherine Howard, moglie appena diciottenne del re Enrico VIII, colpevole di aver tradito il re con Tale Thomas Culpepper. Secondo la leggenda le sue ultime parole furono:”muoio da regina, ma avrei voluto morire da moglie di Culpepper”. Lo stesso Culpepper e altre due persone vennero giustiziate poco fuori la torre di Londra.
Jane Boleyn, viscontessa di Rochford. Fu dama di compagnia di Catherine Howard. Re Enrico VIII la fece decapitare alla torre colpevole di aver agevolato Catherine Howard nel suo tradimento.
Jane Grey. Fu regina per soli 9 giorni. Quando per acclamazione assurse al trono Maria la sanguinaria, fece giustiziare lei e il marito Guilford Dudley sospettati di essere eretici. Jane vide morire suo marito e rimase prigioniera nella torre di Londra per 8 mesi, prima di essere decapitata a sua volta.

A causa di questo terribile background, La torre di Londra è considerato uno dei luoghi più infestati del Regno Unito. Gli avvistamenti inspiegabili e le testimonianze di eventi paranormali si succedono dal tredicesimo secolo, quando lo spirito tormentato dell’arcivescovo di Canterbury Thomas Becket terrorizzò alcuni uomini che stavano lavorando alla ristrutturazione della torre per conto del re Enrico terzo, nipote del suo carnefice.
Molti testimoni hanno inoltre riferito la presenza di due ombre minute che la notte sono solite aggirarsi fra i corridoi della Bloody Tower tenendosi per mano. Una guardia che ebbe un incontro ravvicinato con le due presenze, riferì che erano vestite con un pigiama bianco, lo stesso indumento indossato dai piccoli principi scomparsi nella torre e che secondo l’opinione popolare sarebbero stati uccisi da re Riccardo III.
Ma il fantasma che sembra trovarsi più a suo agio all’interno della torre è sicuramente quello di Anna Bolena.
Se è vero, come molti ritengono, che i fantasmi siano emozioni di individui morti violentemente o senza averne consapevolezza, congelate in un “loop” temporale, Anna Bolena potrebbe per davvero essere imprigionata eternamente in quella che fu la sua prigione da viva, incapace di uscirne.
Le guardie della torre affermano di aver più volte visto la sfortunata regina aggirarsi con il volto occultato da un velo o addirittura senza la testa.
Uno degli eventi più inspiegabili riguarderebbe la contessa di Salisbury. Le guardie che trascorrono la notte all’interno della torre affermano di aver rivissuto i drammatici momenti della sua morte e la sua disperata fuga dal boia che tentò di infliggerle il colpo di grazia.

FONTE-->http://enightmare.it/londra
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giovedì 30 luglio 2015

Wight






C’è una piccola isola che dista appena qualche miglio dalle coste meridionali dell’Inghilterra, famosa in tutto il Regno Unito per le sue bellezze paesaggistiche, le sue spiagge affollate di turisti, i suoi parchi ben curati, le piacevoli passeggiate nei boschi e le dolci colline. Ma a dispetto di tutte queste bellezze l’isola di Wight possiede un suo lato oscuro, infatti è ritenuta essere l’isola con la maggior concentrazione di fantasmi al mondo. Per gli spiritisti la spiegazione è semplice è va ricercata direttamente nella terra: secondo le loro teorie il particolare fenomeno è dovuto ad una concentrazione di forze, che correndo sottoterra creano delle potenti vibrazioni magnetiche aumentando sensibilmente il numero di apparizioni. Accade così che hotels, antichi manieri, abitazioni private, parchi e giardini siano letteralmente invasi da inquietanti presenze: legionari romani sembra che difendano ancora gli antichi oppida; contrabbandieri gozzovigliano all’interno dei pubs; navi fantasma ed i loro sfortunati marinai cercano ancora di raggiungerne le coste; poltergeist invadono biblioteche, fari; persino alcuni personaggi di rango vicini alla famiglia reale sono stati riconosciuti tra i volti che appaiono fulmini gettando nel panico gli abitanti sempre più rassegnati.
Le storie riguardanti le apparizioni fecero presto a diffondersi per tutta l’Inghilterra, attirando sull’isola di Wight il ghost hunter Gay Baldwyn, il quale iniziò le sue indagini a partire dal 1977, e dopo aver girato in lungo ed il largo l’isola ed aver intervistato una miriade di testimoni, pubblicò il suo libro sugli eventi paranormali legati all’isola, intitolato “The original ghosts of the isle of Wight”. Il libro andò a ruba e risulta esse ancora molto venduto, ma Baldwyn, affamato di paranormale continuò ad investigare fino a pubblicare altri cinque volumi, tutti di notevole successo, catalogando le storie dei fantasmi presenti sull’isola di Wight e redigendo persino una cartina geografica su cui annotò i luoghi dei maggiori avvistamenti.
Secondo gli studi condotti da Baldwyn sull’isola di Wight l’apparizione più angosciante è sicuramente quella dell’omicida Michael Morey. Arrestato nel 1737 per aver ucciso suo nonno, Michael Morey fu condannato a morte per impiccagione ed il suo cadavere fu lasciato appeso fino a marcire completamente a Gallows Hill, proprio davanti allo “Hare and Houns” pub. Si dice che si aggiri ancora di notte per la cittadina reggendo in mano un’ascia, probabilmente la stessa con cui fece a pezzi suo nonno.
Arreton è un piccolissimo centro dotato di chiesetta e di un antica struttura l’Arreton Manor, il luogo è famoso per la presenza dello spirito di una giovane ragazza che fu spinta da una delle finestre dei piani superiori; ella vaga per le sale del vecchio maniero invocando il nome di sua madre.
Tra i corridoi del Prior Bay Hotel è invece possibile imbattersi nel fantasma di un’altra una giovane ragazza mentre corre e grida a chiunque si trovi di fronte “cosa hai fatto al mio cane?”.
Nell’Oratorio di Santa Caterina, una bellissima torretta dal tetto a punta che domina la sommità di una collina nei pressi di Niton, è stato avvistato il fantasma di una ragazza vestita di bianco.

Queste alcune storie dei fantasmi più famosi, mentre i luoghi più infestati dell’isola di Wigh sempret secondo la guida indispensabile di Baldwyn sono Ventnor Botanic Centre e Knighton George.
Ventnor Botanic Centre, non è sempre stato un centro botanico, infatti al suo posto sorgeva un tempo l’”Old Royal Nation Hospital”, un’ospedale con un reparto destinato agli ammalati di turbercolosi, malattia fino al 1800 mortale. Tra le sue pareti purtroppo furono innumerevoli i decessi; i dipendenti dell’odierno Ventnor Botanic Centre affermano di sentire le grida ed i gemiti di tutti gli sfortunati degenti che la medicina del tempo non seppe salvare. Ma c’è anche chi testimonia di aver visto uomini e donne in vecchie uniformi da medici e infermieri aggirarsi tra i giardini della struttura.
Se Wight è l’isola più infestata al mondo, allora Knighton George è il luogo più infestato dell’isola.

La magione fondata nel 1100 circa fu distrutta definitivamente ormai più di due secoli fa, solo qualche rudere sussiste ancora sotto le fondazioni di una struttura privata: troppo poco per intuire i caratteri delle struttura nota solo tramite rarissimi disegni. Knighton George deve fondamentalmente la sua popolarità al fantasma di Sir Tristram Dillinghton, il quale caduto in depressione per la morte della moglie si diede al gioco d’azzardo e strozzato dai debiti pose fine alla sua via suicidandosi. E qui viene la parte più inquietante della storia, poiché il suo servo anziché dichiararne la morte decise di legare il cadavere al suo cavallo e lo portò fino al lago. Ogni anno nella calda notte del 7 luglio, anniversario della morte di Sir Tristram avvenuta nel 1721, si diffonde tra le campagne di Wight lo scalpiccio furioso di zoccoli e si intravede nell’oscurità un cavallo galoppare con in sella il cadavere del suo padrone.
E come se non bastasse dalle polveri delle macerie della magione si dice riemergano di tanto in tanto le orrende sagome dei gargoyles che ne decoravano le cornici e le colonne, e che insieme ad esse l’intera magione, riemergendo dalle nebbie del tempo, ritorni a vivere fastosa e raccapricciante come una volta la vigilia della notte di capodanno.

FONTE-->http://enightmare.it/wight
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venerdì 10 luglio 2015

Borley Rectory nell'Essex:

 conosciuta anche come "la casa più zeppa di fantasmi di tutta l'Inghilterra", questa canonica è stata costruita nel 1863 prendendo il posto di una chiesetta con monastero annesso del 12mo secolo.
Una leggenda molto diffusa afferma che un monaco di Borley si sarebbe innamorato di una suora di un convento vicino, e che siccome i due avevano intenzione di abbandonare la vita clericale, i loro superiori avrebbero deciso di punirli impiccando lui e seppellendo viva lei nelle segrete della canonica.
Da allora pare che gli spiriti dei due innamorati si manifestino spesso e volentieri da quelle parti.

FONTE-->http://ilvulcaniano.blogspot.it/…/speciale-halloween-i-luog…

lunedì 29 giugno 2015

Rosina Despard

La diciannovenne Rosina Despard si era trasferita con la famiglia da appena due mesi nella nuova casa di Cheltenham, quando incontrò per la prima volta il fantasma della donna in nero.
La prima esperienza Rosina la ebbe una sera del giugno 1882: si trovava nella sua camera quando udì bussare alla sua porta. Si affacciò al corridoio, ma non vide nessuno. Incuriosita, prese una candela ed uscì ma, ad un certo punto, intravide la sagoma di una donna, alta, vestita di nero che scendeva le scale. Rosina cercò di seguirla, ma la candela si spense improvvisamente, lasciandola nel buio più totale.
Da quella notte, nell’arco dei successivi tre anni, Rosina vide la donna più di una dozzina di volte e come lei anche altri membri della famiglia, la servitù, il giardiniere e persino il piccolo terrier. Gli unici suoni che accompagnavano l’apparizione erano dei colpi sulle porte, dei cigolii alle maniglie, un lieve rumore di passi e i tristi sospiri. La misteriosa figura compiva sempre lo stesso percorso: scendeva le scale, entrava nella sala da pranzo, vi rimaneva diversi minuti osservando il giardino dalla finestra e poi scompariva uscendo dalla porta principale.
Ricerche successive, effettuate grazie a fotografie dell’epoca, identificarono il fantasma come quello di Imogen Hutchins, vedova di Mr. Swinhoe. Pare che la donna amasse molto la sua casa, in particolar modo soggiornare nella sala da pranzo e guardare il giardino dalla finestra.
La famiglia Despards lasciò la casa di Cheltenham nel 1893 e nel 1898 la casa venne adibita a scuola. Durante questo periodo, diverse persone testimoniarono di aver visto una misteriosa donna apparire dal nulla, scendere le scale, attraversare la porta di ingresso e scomparire nel giardino.