Le case dei fantasmi

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giovedì 30 luglio 2015

Cortenova, villa De Vecchi (Sandonini)


Cortenova, 18 agosto 2013 - Le leggende raccontano che fuori dai cancelli della villa, alcune sere, si possa udire il suono di un pianoforte. Ma la casa, come in un horror movie che si rispetti, è completamente disabitata. C’è chi è entrato, a suo rischio e pericolo, e mentre scattava alcune fotografie giura di aver visto nell’obiettivo figure inquietanti. Villa de Vecchi, un’imponente casa abbandonata a Bindo di Cortenova, nel Lecchese, è un mistero. Chiunque transiti per la strada provinciale della Valsassina, nelle vicinanze della galleria costruita per attraversare la montagna franata undici anni fa sul paese montano, può osservarla in mezzo a un grande parco, ma solo trattenendo un brivido lungo la schiena. Se di giorno la grande casa diroccata non fa alcun effetto, di notte solo i più coraggiosi entrano nel parco e i più incoscienti fanno un giro all’interno delle mura che non cadono per miracolo.
Costruita nel 1858 dall’architetto Alessandro Sidoli per conto di Felice de Vecchi, conte a capo della Guardia nazionale che prese parte alle Cinque giornate di Milano, da decenni è in stato di abbandono, tanto che sono fiorite leggende su fantasmi e presenze inquietanti che sono uscite dalla Valsassina e persino dai territori nazionali. E così, dieci giorni fa, le foto della villa sono state pubblicate dal seguitissimo sito internet statunitense Buzzfeed, un colosso digitale da 40 milioni di click al mese, accanto ad altre sei case stregate selezionate in tutto il mondo. «Situata sui monti ad est del lago di Como, in Italia, la barocca “Villa de Vecchi” è conosciuta localmente come la Villa dei Fantasmi – si legge su Buzzfeed – L’edificio è abbandonato da anni ed è stato presumibilmente la scena di un omicidio o suicidio». Di storie per gli amanti del brivido ne circolano molte sulla casa, circondata da anni da un alone di mistero.
Ma se il passato è glorioso, il futuro risulta più che mai incerto. «Abbiamo contattato la Provincia e la Soprintendenza per cercare di far restaurare la villa – spiega Paolo Barbieri, membro del comitato locale Salviamo Villa de Vecchi –, ma non ci sono progetti perché c’è un rischio idrogeologico medio-alto sulla parete della montagna vicina alla struttura». Inoltre la casa è di proprietà privata (Officine Melesi e Gnocchi di Cortenova) e per rimetterla a posto servirebbero centinaia di migliaia di euro».
“Testo di Daniele Missaglia”
Nella Località Valsassinese di Cortenova in frazione Bindo troviamo questa villa di fine 1800 chiamata Villa de Vecchi , intitolata al Conte Felice de Vecchi…
Attorno a questa casa girano parecchie leggende , che attirano molte persone appassionate di mistero e luoghi abbandonati. La casa viene anche chiamata Casa Rossa o Villa delle Streghe…
Il conte De Vecchi era solito passeggiare da queste parte in Valsassina e fermatosi sotto ad un albero, decise che quella zona sarebbe stata ottima per costruire una casa dove passare l’estate o comunque i giorni caldi.
La costruzione venne affidata all’architetto Alessandro Sidoli, morto prima di vedere completata la costruzione della villa. Alla villa alla fine dell’Ottocento, il conte organizzava feste, invitando la gente piu illustre del tempo…Il conte De Vecchi era un patriota dei moti rivoluzionari e guido’ la Guardia Nazionale nell’assedio di Latina.
La villa era cosi suddivisa: i sotteranei erano usati come cantine, cucine e lavanderie. Nei sotterranei il conte fece costruire una sorta di carrucola per trasportare piatti, bicchieri, biancheria dal rudimentale monta-vivande alla cucina/lavanderia. Al piano terra erano presenti le sale da pranzo e le stanze degli ospiti, mentre al primo piano si trovavano le stanze padronali. Il secondo piano era usato per la servitu; all’ultimo piano nel progetto originale, doveva posizionato un osservatorio astronomico, ma non venne mai costruito.Il conte de Vecchi oltre ai camini per riscaldare la casa, fece passare attraverso i muri dei tubi al cui interno scorreva acqua riscaldata; questa cosa successivamente creò non pochi problemi alla villa, in quanto agli inizi del ’900, a causa di perdite dalle tubazioni, vi fu il crollo dell’ultimo piano.
Attorno alla figura della villa, si è sempre celato un vero e proprio alone di mistero, e si dice che essa sia infestata da fantasmi
Queste leggende e racconti hanno sempre attirato numerosi appasionati di mistero ed esoterismo; c'è da dire però che questa villa è anche stata presa di mira (in passato ed oggi), da vandali i quali hanno imbrattato e rovinato molte parti interne compresi i muri, su cui si trovano scritte di ogni genere.
Al giorno d'oggi questa attraente villa versa in condizioni alquanto pietose
Villa De Vecchi dunque, attualmente si trova in un totale stato di fatiscenza e di pericolosità, soprattutto per ciò che riguarda le scale interne che portano ai piani superiori; per non parlare poi della casa del custode, dove, per accedere ai piani superiori, occorre salire per una pericolosissima di legno.
Particolare delle corde di un pianoforte abbondonato in Villa De Vecchi
In definitiva, non si conosce se la villa possa essere sede di misteri vari, o se lo è stato in passato; ma di certo si sa che, data la sua particolare eleganza, è un vero peccato vederla in condizioni simili di degrado.

fonte-->http://realmisterydc.blogspot.it/search/label/misteri…
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martedì 23 giugno 2015

La Villa di Bindo

A Bindo, una piccola frazione di Cortenova, in provincia di Lecco, esiste un’ antica villa ottocentesca ormai in rovina e satura di mistero. Le leggende che girano su questa villa sono molte e il motivo è spiegabile in parte dalla sua struttura architettonica: si staglia in un vasto prato a poche centinaia di metri dalla strada statale che conduce a Bindo e appare come un’immensa bocca rossa pronta ad inghiottire il terreno vicino.
Si racconta che il Conte Felice De Vecchi, capo della Guardia Nazionale e presente alle Cinque Giornate di Milano, amasse passeggiare nell’amata Valsassina e un giorno, fermatosi sotto un albero per ripararsi dal sole, decise di commissionare la costruzione di un’imponente villa per trascorrervi le estati e i giorni di riposo. La costruzione di quella che sarebbe poi diventata Villa De Vecchi fu così commissionata dal Conte all’architetto Alessandro Sidoli. La costruzione della Villa, che prese il nome dal suo primo possessore, iniziò nel 1854 e terminò nel 1857, ma non sotto la direzione dell’architetto Sidoli, che morì in circostanze misteriose prima della fine dei lavori.

Buona parte della Villa fu costruita in arenaria rossa, un materiale facilmente reperibile in luogo. Negli anni successivi venne realizzato attorno alla villa un bellissimo parco ricco di piante provenienti da ogni parte del modo: noccioli selvatici , castagni, gelsi e anche piante locali. Nel parco infatti , ancora oggi si possono osservare vari esemplari di Abete Rosso, alcuni dei quali inclusi nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia.
La villa si erge con grande maestosità su quattro piani. Nei sotterranei il conte fece costruire le cucine, le cantine per contenere alimenti e vivande e la lavanderia. Progettò anche una carrucola che consentisse di trasportare stoviglie e biancheria dalle cucine alla lavanderia e viceversa. Il piano terra era adibito alla sala da pranzo e a varie stanze per gli ospiti, al primo piano le stanze padronali e al secondo piano gli alloggi per la servitù. Al secondo piano, il progetto originale, prevedeva un osservatorio astronomico, che però non fu mai costruito. Il progetto della casa prevedeva la costruzione di molti camini per riscaldare le stanze e l’ingegnoso Conte De Vecchi decise da far costruire anche una complessa rete di tubi, passanti all’interno delle pareti, attraverso i quali doveva scorrere acqua calda per incrementare il calore nella casa. Proprio questa “invenzione” segnò nel ‘900 l’inizio del crudele destino toccato a Villa De Vecchi, infatti le tubature iniziarono a perdere causando il crollo dell’ultimo piano.
Nel prato davanti alla casa anticamente era presente una fontana, oggi scomparsa.

Vicino a Villa de Vecchi, oggi è ancora visibile la casa che un tempo fu della Famiglia Negri, custodi della Villa, il progetto della casa è successivo a quello della Villa e l’abitazione appare alquanto spartana. Nel bosco sovrastante la casa si può scorgere un’altra casetta, un tempo usata come ricovero per la legna, il fieno e le castagne.
La Villa conobbe il suo maggior splendore nei primi anni dopo la sua costruzione e nel settembre del 1860, quando con la vittoria della battaglia di Magenta che sancì la definitiva sconfitta degli Austriaci, il Conte organizzò una solenne cerimonia nel parco della villa durante la quale donò “una ricca bandiera nazionale di seta, ornata di due fasce trapunte d’oro e di quattro nappe filettate pure in oro”. Questa bandiera venne benedetta solennemente il 23 settembre al cospetto delle Guardie Nazionali e di moltissima gente giunta nello spazio antistante al parco.
Il conte Felice De Vecchi morì due anni dopo all’età di 46 anni. Il conte De Vecchi, essendo celibe, non aveva alcun erede a cui lasciare la villa che passò quindi nelle mani del fratello Biagio. Quest’ultimo trascorse qualche anno nella villa per poi abbandonarla.
La casa cadde così in declino anche se la famiglia Negri continuò ad occuparsi della sua manutenzione.


Un leggenda racconta che durante gli anni ’20 del secolo scorso Aleister Crowley, figura assai controversa, fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo, soggiornò a Villa De Vecchi. Sembra che proprio dopo la permanenza di Crowley nella Villa, questa venne soprannominata Casa Rossa. Il rosso è un colore molto utilizzato nelle cerimonie magiche e nella vita di Crowley aveva un ruolo molto importante, infatti durante le sue cerimonie sessuali sceglieva sempre donne con i capelli rossi che venivano soprannominate “donne scarlatte”. Si vocifera che quando Aleister Crowley abbandonò la villa per recarsi in Sicilia, un cospicuo gruppo di suoi seguaci continuò a vivere li, dando vita a una setta dedita a riti occultistici di impronta sessuale. Una notte, durante lo svolgimento di uno di questi riti, nella casa del custode ormai deserta, la leggenda racconta che il demonio invocato dalla setta si manifestò realmente impossessandosi del corpo di uno di loro. La mattina dopo la polizia trovò i corpi dilaniati dei partecipanti al rito: venne ipotizzato che l’assassino li avesse uccisi e massacrati a mini nude. Questa persona, la cui identità resta ancora ignota, non fu mai più ritrovata.
Si dice anche che nella zona adiacente la villa siano stati rilevati forti campi magnetici ed elettromagnetici e che sia possibile fotografare gli orb.
La villa negli anni passò più volte di mano in mano fino ad essere venduta a metà degli anni ottanta a tre famiglie di Cortenova.

FONTE-->http://www.paesifantasma.com/…/villa-de-vecchi-o-casa-rossa/