Le case dei fantasmi

Le case dei fantasmi
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venerdì 24 luglio 2015

Vicolo d'Oro

Uno dei luoghi più interessanti, per noi appassionati del mistero, è senza dubbio il Vicolo d'Oro che si trova, alle spalle del monastero di san Giorgio, sotto le mura settentrionali del castello. Un tempo si chiamava “Vicolo degli orefici” perché era abitato proprio dagli artigiani orafi. Probabilmente è stato costruito tra la fortificazione romanica e tardo gotica della parte settentrionale del Castello. Infatti, nelle arcate delle mura di difesa, edificate attorno al 1500 da Benedikt Ried, sono state ricavate alcune casette, dietro le quali svetta la parte superiore delle mura di cinta. Per visitarlo occorre molta pazienza, perché nonostante sia strettissimo è sempre affollato e, in alcuni punti, permette il passaggio di una persona alla volta.
Nel XVI secolo, qui c’erano le abitazioni di emergenza; sotto il regno di Rodolfo II, invece, il vicolo era abitato dai componenti della guardia del Castello: ventiquattro arcieri, con le numerose famiglie al seguito. Il sovraffollamento costrinse gli abitanti a sfruttare lo spazio al centimetro; le case basse vennero sopraelevate, con piani anche inferiori ad un metro; le case vennero costruite anche sull'altro lato, riducendo la larghezza del Vicolo d'Oro a meno di un metro. Più tardi, qui vissero anche i poveri e gli indigenti. Dal 1952 al 1955 la via è stata interamente rinnovata con un progetto che le conferisce i vivaci colori che oggi potete vedere. Da quel momento è diventata un luogo pieno di turisti e le piccole case si sono trasformate in birrerie e negozi di souvenir, marionette e riproduzioni di armi medievali. In quelle case, oltre la storia c'è la leggenda. Nel 1800, inizia a diffondersi la convinzione che al tempo di Rodolfo II non ci fossero nel vicolo semplicemente degli orafi, ma addirittura degli alchimisti. L'imperatore li avrebbe portati lì durante il suo regno per fargli trovare l'elisir di lunga vita e la formula magica per trasformare i metalli poveri in oro. C’è un fondamento a questa credenza, non è tutta leggenda: l'imperatore Rodolfo II era davvero appassionato di arti magiche ed un uomo dalla personalità complessa, da molti considerato un folle.
Il sovrano trasferì la capitale dell’impero asburgico dalla detestata Vienna all’amatissima Praga nel 1583 e vi fondò un’ “accademia alchimistica”, chiamando a raccolta nomi eccellenti della sua epoca come due famosi occultisti inglesi: John Dee ed Edward Kelley. Più che a questioni di regno, il sovrano manifestò interesse
per la ricerca dell’eternità che, secondo il suo modo di pensare, si sarebbe concretizzata attraverso due cammini paralleli: quello delle Arti e quello delle Scienze, sublimantisi nella famigerata Pietra Filosofale. Per smascherare gli imbroglioni che ambivano ad avere un posto di alchimista imperiale Rodolfo d’Asburgo si valeva del suo medico personale, Šimon Tadeáš Hájek (o Taddeus Hagecius), così che diversi impostori finirono nelle segrete o, peggio, nella Torre Bianca che sorge nella parte occidentale del vicolo e che veniva in parte utilizzata come carcere e sala delle torture (ci finirà anche Edward Kelley, ma ne parliamo più avanti…). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le casette non sono state più usate come abitazioni. Tra il 2010 ed il 2011, il Vicolo d’oro è stato sottoposto ad una ristrutturazione completa. Oggi, l’esposizione permanente allestita in nove delle sedici casette, documenta la vita nel vicolo negli ultimi cinque secoli. Tutti questi piccoli edifici raccontano la vita di personaggi realmente esistiti che vissero al loro interno tra il XIV secolo e gli anni cinquanta del XX secolo. Qui c’erano, ad esempio, la casa degli abitanti più vecchi del vicolo (i cosiddetti “tiratori rossi”, che sorvegliavano le porte del Castello), l’officina dell’orefice, una taverna, la casetta dell’erborista, o l’abitazione del signor Kazda, uno storico di film amatoriali che, durante l’occupazione nazista, nascose nel vicolo le copie dei film cechi dell’epoca ed, infine, la casa della famosa veggente e cartomante praghese Matylda Průšová.
Costei era nota anche come Madame De Thèbe e fu la più celebre indovina di Praga, vissuta nel primo Novecento, prima di essere uccisa, per ordine di Hitler, durante l'occupazione nazista, per aver rivelato al Führer il suo destino e il prossimo crollo del Terzo Reich.


FONTE-->http://www.mitiemisteri.it/…/segreti_enigmi_della_citta_di_…

la statua equestre rovesciata di San Venceslao.

la statua equestre rovesciata di San Venceslao. Opera di David Černý, geniale artista ceco contemporaneo, la trovate all'interno della galleria Lucerna, di fronte alle vetrate del caffè Kavárna Lucerna. Raffigura il Santo protettore della Boemia, mentre monta, al rovescio, un cavallo morto e appeso al soffitto per le zampe.

Il famosissimo Orologio Astronomico di Praga si trova, invece, sulla torr
e della Piazza Vecchia ed è da secoli l’attrazione maggiore della città. Verso la fine del XV secolo il municipio di Praga incaricò il mastro orologiaio Hanus di aggiungere alcuni meccanismi e far così diventare l’orologio della torre, costruito nel 1410, il più bello d’Europa. Furono così aggiunte le statuette dei dodici apostoli che si affacciano alle finestrelle e, all’esterno, lo scheletro che rappresenta la Morte e le altre simbologie delle Virtù. L’orologio è composto di tre elementi principali: il quadrante astronomico, che mostra la posizione del sole e della luna nel cielo, visualizzando vari dettagli astronomici; il “Cammino degli Apostoli’, uno spettacolo di sofisticata orologeria che mostra le figure degli apostoli ed altre sculture in movimento; un quadrante a calendario con medaglioni che rappresentano i mesi. Ogni giorno, dalle 9 alle 21 , ad ogni ora gli apostoli si affacciano alle finestrelle e percorrono il loro ‘cammino’. La figura della Morte suona una campana e un gallo canta: così il tempo è terminato per il Turco che scuote la testa incredulo, l’Avaro, che guarda la sua borsa piena d’oro, e la Vanità, che ammira se stessa in uno specchio. Narra la leggenda che Il mastro orologiaio riuscì a fare un’opera così unica e preziosa, che i consiglieri comunali decisero di accecarlo, per evitare che facesse un’opera altrettanto bella in un’altra città. Il maestro, in punto di morte, chiese di poter ascoltare da vicino per l’ultima volta i meccanismi della sua creazione e con il suo assistente si arrampicò fino agli ingranaggi che muovevano l’orologio, qui toccò una leva e l’orologio si fermò, proprio nello stesso istante in cui Hanuš morì . Per molto tempo nessuno fu in grado di far funzionare quei complessi ingranaggi, così che Praga rimase a lungo senza il suo orologio.

fonte->http://www.mitiemisteri.it/…/segreti_enigmi_della_citta_di_…

Praga

Praga è una città semplicemente sbalorditiva. Il suo compatto centro medievale conserva un dedalo di vicoli suggestivi, antichi cortili, passaggi oscuri, molte chiese e sinagoghe, che raggiungono la loro massima concentrazione nella caratteristica Mala Strana (la Piccola Città).
Praga ha anche una (meritata) fama di città culturale, con una storia comunista complessa alle spalle, squisiti esempi di architettura barocca e gotica e una vasta scelta di musei e gallerie. La capitale della Repubblica Ceca, dunque, ha un fascino irresistibile, ma la sua bellezza antica è venata di mistero e magia… e non sono così numerosi i visitatori che conoscono le sue strade e i suoi palazzi infestati, le famose leggende e le storie violente del suo passato. Proverò, allora, a guidarvi in maniera semplice e suggestiva attraverso i suoi segreti, cominciando da una curiosità piuttosto macabra: se nella foto riuscite a distinguere ciò che ne resta, questa è la leggenda relativa alla Chiesa di San Giacomo che, come molte delle chiese di Praga, ha un aspetto gotico all’esterno e barocco all’interno. Fu fondata nel 1232 per l’ordine dei Frati Minoriti, ristrutturata al tempo di Carlo IV e distrutta in un incendio nel 1689. L’interno è molto ricco e decorato e c’è una statua della Madonna; la tradizione vuole che un ladro si fosse introdotto nella chiesa per rubarne i tesori e, proprio mentre stava cercando di sfilare dalla statua della Vergine una catena d’oro, venisse bloccato da una forza soprannaturale, che non soltanto gli impedì di appropriarsene, ma gli strappò addirittura il braccio. Braccio che è rimasto ancora nella chiesa ed è appeso sulla destra dell’ingresso, a monito per tutti i malintenzionati ed i blasfemi.